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22 January 2017

Silence

Un film di Martin Scorzese su come l'ego idealista può portare alla propria ed altrui morte.

La vicenda di alcuni missionari cristiani in Giappone. Gli viene chiesto di abiurare il proprio credo in cambio della vita. Gli ideali, l'orgoglio, impediscono a molti questo semplice gesto di accettazione, è Cristo stesso che li spinge ad "accertare", ma è difficile e molti perdono la vita inutilmente, difendendo solo il loro orgoglio.

Una religiosità fatta più di idoli, molte le scene in cui vengono donati agli abitanti in miseria simboli cristiani, che diventano idoli da preservare a prezzo della vita.

Martin Scorsese, già autore di acuti film sulla fede, ad esempio, "l'ultima tentazione di Cristo", riesce con profondità ad entrare poco a poco nel culto blasfemo di chi cerca di portare la propria verità ad altri popoli che già hanno una intensa cultura religiosa senza voler confrontarsi e trovare le similitudini. Il film ci mostra alcuni riti buddisti ed un funerale che non sono per nulla diversi da quelli cristiani.

Il protagonista, un prete pieno di se stesso, a cui Cristo non parla perché troppo nel suo ego missionario, riesce, costretto con arguzia dagli spietati giapponesi, a sentire che Cristo vuole che lui abiuri il cristianesimo, "accettando" una verità più alta, Cristo stesso che religione non ha.

Purtroppo il nostro protagonista, nel corso della restante sua vita da monaco buddista, non fa sua la possibilità concessagli da Dio non avviene una completa accettazione e muore tenendo in mano uno di quegli idoli che non permettono di conoscere veramente Dio.

Emblematica una scena, una donna a cui viene battezzato un bambino dice al prete: adesso siamo in paradiso, ma il prete la blocca, no, devi aspettare di morire per questo. L'accettazione immediata di Dio, della donna, si scontra con l'indottrinamento del religioso.

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